[Motivational] – Think Positive -RespiraERipetiConMe-

Tag

La vita è troppo corta,

i rancori sono uno spreco di felicità.

Ridi quando puoi,

scusati quando dovresti

e lascia perdere ciò che non puoi cambiare.

Ama profondamente

e perdona velocemente.

Cogli le occasioni

e non avere rimpianti.

La vita è troppo corta per essere infelice,

devi prendere il buono insieme al cattivo.

Sorridi quando sei triste,

ama quello che hai

e ricorda sempre quello che hai avuto.

Impara dai tuoi errori

e non dispiacertene più di tanto.

La gente cambia e le cose vanno male

ma ricorda sempre

che la vita va avanti.

È sufficiente continuare a respirare.

Sulla trasgressione

Tag

, ,

Beh, l’argomento affrontato è estremamente vasto e complesso, per non parlare dei molteplici significati che andrebbe ad assumere.
La trasgressione, vera o “artefatta” che essa sia, rimane un argomento che incuriosisce. E oggigiorno la moda è l’estremo. Più sei estremo e più sei figo. Vuoi suicidarti? Sei fescion. Guidi strafatto a notte fonda dopo una serata? Sei trooooppo cuul. Bevi fino alla lavanda gastrica? Sei un vero spasso.
Stessa cosa vale per l’area sessuale. Più sei strambo e più sei chiacchierato. Ma non come si penserebbe comunemente, solo per un’atavica curiosità dell’essere umano, che genuinamente disconosce ciò che non è frutto della sua esperienza. E’ l’era della non-innocenza. Nessuno pensa più che le cose che vale la pena di fare, sono quelle che è bello ricordare un domani. Non c’è più un domani, deve essere tutto e subito, e come viene, viene. Che sia il sesso estremo o qualunque altra cosa. Basta dire di averlo fatto e tutti cadranno ai vostri piedi. Tutti vivono per i famosi “quindici minuti di gloria” di Andy Warhol. Nessuno fa più niente per viverlo dentro di sè per sempre. Nessuno pensa. Oramai è superfluo.
Davvero vi accontentate di così poco?

Meditate gente, meditate.

Tag

, , , , , , ,

Ci sono cose che fanno altamente incazzare innervosire. Troppe direte voi. Ecco, benissimo. Ora ve ne citerò giusto una delle tante che dovrebbe invitare ad una riflessione piuttosto seria e ponderata.

Muore ieri uno-che-faceva-gare-di-corsa-in-motocicletta, tale Simoncelli. Mi scuso per la definizione e mi scuso per l’ignoranza in merito all’argomento, ma sinceramente non seguo questo sport. Ciò non pregiudica in alcun modo la mia opinione in merito e quello che leggerete, quindi tranquilli, l’obiettività e il discernimento sono salvi. Tornando a noi: messaggi di cordoglio, Italia tutta in lutto che piange un grande campione. Ci può stare, per carità. Sta di fatto che costui riesce ad ottenere una copertura mediatica di portata esponenziale e qui viene il bello (?).

Terremoto in Turchia. Centinaia di vittime. Gente sepolta sotto le macerie. Scenari apocalittici. Stesso giorno, pressappoco stessi momenti. Paradossalmente la notizia passa in secondo piano per far spazio all’EROE defunto. Sì, avete letto proprio bene. Qualcuno l’ha chiamato eroe. E qui parte la riflessione doverosa sul concetto di valori nella vita che evidentemente molti, troppi di noi hanno perso strada facendo.

Parliamo di sofferenza, parliamo di dolore, vi va? Dopotutto siete in modalità commemorativa, tanto vale approfittarne, no? Parliamo dello svegliarsi in piena notte e non fare in tempo a scendere dal proprio letto perchè i muri della propria casa si sono ridotti in polvere e ci hanno soffocati. Parliamo del rimanere prigionieri sotto una trave che ci ha schiacciato una gamba o un braccio e rimanere a pregare che qualcuno senta le nostre urla. E poi la casa, la casa. Quell’unico luogo sicuro, il posto dove rifugiarsi quando il mondo ci ride in faccia, il luogo dove riposarsi dopo una lunga giornata. Il nostro posto. Il nostro punto di riferimento che ci abbandona o addirittura ci uccide.

E parliamo di eroi, sì, mi sembra doveroso citare la definizione di eroe:

“L’eroe, nell’era moderna, è il protagonista di uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di se stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune.”

Ora, non vogliatemene, ma mi oppongo all’idea che un pischello che corre in moto possa essersi più o meno sacrificato con le sue azioni per l’interesse comune. Per carità, una morte è sempre un dispiacere, ma vediamo di evitare le bestemmie. E citiamo alcuni esempi di eroi veri, che muoiono nell’adempimento del proprio dovere, come i vigili del fuoco che danno la loro vita per salvare altre vite umane da ogni tipo di calamità: parlo dei terremoti come di esplosioni, incendi e quant’altro. Mi vengono in mente quelli intervenuti dopo il terremoto dell’Aquila, essendo la vicenda che mi ha colpita più da vicino, ma penso anche a quelli sacrificatisi in occasione dell’attentato terroristico dell’undici Settembre a New York. E potrei citarne molti altri. Tanti eroi inconsapevoli di esserlo e proprio per questo degni di essere definiti tali.

Si è parlato di coraggio. Beh, il coraggio di correre in moto a velocità inumana non è esattamente incluso nella definizione di eroe. In questo caso, direi che si parla di scelte. Discutibili quanto vogliamo, ma pur sempre scelte. Ecco, una cosa imparatela dal Sig. Simoncelli: scegliete di fare esattamente quello che vi pare e vi rende felici senza timori di non essere accettati dagli altri. Non conformatevi alla massa, fate quello che davvero vi interessa, fregandovene altamente del giudizio altrui, pronti ad accettarne i pro e i contro, esattamente come lui, che è stato senz’altro felice di essere morto per ciò che amava di più.

№ 166

Tag

,

Caro Dio,

Spero ti arrivi il messaggio, e

prego che tu possa fare meglio quaggiù

non intendo solo una grossa riduzione nel prezzo della birra

ma tutta la gente che hai fatto a tua immagine

li vedo affamati in ginocchio

perchè non hanno abbastanza da mangiare

da Dio, Io non credo in te

Caro Dio,

mi spiace disturbarti, ma

penso che potrei essere ascoltato forte e chiaro

abbiamo bisogno di una grossa riduzione della quantità di lacrime

e tutta la gente che hai fatto a tua immagine

li vedo lottare nelle strade

perchè non possono dare la loro opinione sull’incontro con Dio

Io non credo in te

non ci credo

Hai creato i problemi?

non ci credo

e il diamante blu?

non ci credo

Hai creato l’umanità dopo che noi abbiamo creato te?

non ci posso credere

e anche al diavolo

non ci voglio credere

non ci posso credere

Caro Dio,

non so se hai notato, ma

il tuo nome è in un sacco di citazioni di questo libro

e noi pazzi umani l’abbiamo scritto, dovresti dare un’occhiata

e tutta la gente che hai fatto a tua immagine crede ancora che questa immondizia esista

beh io so che non è così, e lo sai anche tu

Non voglio credere al paradiso e all’inferno

niente santi, niente peccatori, e nemmeno nessun diavolo

niente cancelli celesti, niente folla sofferente

lasci sempre noi umani quaggiù

le guerre che porti, i bambini che anneghi

quelli persi nel mare e mai ritrovati

ed è così ovunque

il dolore che vedo aiuta a comporre

quel padre, figlio e spirito santo

è solo l’essenza di qualcuno non santo

e se sei lassù potrai percepire

che il mio cuore è qui nel mio petto

e se c’è una cosa in cui non credo

sei tu.

№ 165

Tag

, ,

La società che poggia sull’industria moderna non è fortuitamente o superficialmente spettacolare, è fondamentalmente spettacolista. Nello spettacolo, immagine dell’economia regnante, il fine non è niente, lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole giungere a nient’altro che a se stesso. […] Lo spettacolo è l’erede di tutta la debolezza del progetto filosofico occidentale che fu una comprensione dell’attività dominata dalle categorie del vedere; così come si basa sull’incessante dispiegarsi della razionalità tecnica precisa uscita da quel pensiero. Esso non realizza la filosofia, filosofizza la realtà. La vita concreta di tutti si è degradata in un’universo speculativo.
G.E. Debord, La società dello spettacolo
(sìsì, sto studiando.)

№ 163

Tag

, , , , , , ,

Comincio ad utilizzare questo strumento sempre più di rado, coinvolta anch’io in quello che è il mondo dei messaggi brevi. Tutto veloce, poco spazio per riflettere, pensare e ragionare.
Nonostante l’assenza sempre più evidente, sono stati mesi di grandi pensieri e ripensamenti. Sarebbe conveniente dare l’imput di “elaborare messaggi brevi” al proprio cervello, ma neanche minimamente realizzabile.
Quello che prima era un luogo di ritrovo per ogni tipo di condivisione dall’anima ragionata, ora è diventato un luogo esclusivo di pensieri vomitati qua e là in maniera sconnessa.

Mi coinvolgo sempre in qualche progetto impossibile, bizzarro o quantomeno discutibile.  Mi aiuta a vivere meglio, e mi rende progressivamente la vita un vero e proprio inferno. Il tutto visto dall’esterno, mostra soltanto una solitaria inerzia, ma tranquilla, silenziosa, talmente tanto da non lasciare adito al minimo dubbio di un’esistenza serena e fancazzista quel tanto che basta alla normalità presunta per definirsi tale.

Ho alcuni progetti a lungo termine da completare, e alcuni da lasciare in sospeso per darmi l’illusione di poter ricominciare da capo. Il conflitto è sempre più combattuto, ma lasciare che le porte si chiudano è un pensiero troppo devastante per permettere che accada. Non è il momento. Almeno questa è la mia spiegazione.

Oggi ho chiuso tutto. Mi sforzo di tenere chiuso tutto. Voglio un mio momento, che non risolverà nulla, ma lo pretendo da me stessa.

Ho avuto paura. Paura di non avere una percezione esatta del mio essere. Come se tutto quello che avessi visto finora non corrispondesse alla realtà. Stupita dalla straordinaria capacità deformante della mente.

Sarà un momento breve, una consapevolezza destinata a sfumare, viva quel piccolo attimo che basta a conservare il dubbio che “non dovrebbe essere così che funziona”.

E domani sarà tutto come ieri.

…alla fine, non hai mica fatto nulla di speciale.

Tag

, , ,

Tristezza mentre dovrebbe essere gioia.

Per quello di cui non riesci a fare a meno e per quello che non sarà mai.

Per qualcosa di perfetto di cui non scoprirai mai i difetti.

Per quello che si ha, ma non si sente dentro davvero.

Per questo continuo e costante bisogno di cercare soddisfazione in qualcosa di impossibilmente soddisfacente.

Per questo bisogno di sbagliare, di riempire dei vuoti che non esistono. Bisogno di uscire fuori dai bordi marcati dal tempo, dalle convenzioni, dal buon senso, dalla vita, da me stessa. Bisogno di niente che sembra tutto.

Perchè scendere dalla nuvola è difficile, ma essere in bilico, lo è ancora di più.

All things must pass. Time and tears will wash everything away.

Buon compleanno a me.

 

Figurare

Tag

, ,

Persa nei gesti meccanici, nei simulatori e quant’altro. Tempo poco, voglia sempre meno. Di tutto, di niente. Sono dove non mi si può vedere. Presa e persa, col pilota automatico.
Volti vecchi di anni che ho visto scorrere in fretta senza lasciare traccia di me. Volti che scopri sembrare migliori. O meglio scopri sembrare e basta.
Nascosti dietro immagini, adulazioni, battute. Io ferma dov’ero. Magari no. Una punta di rammarico per non essere riuscita a sembrare.
Sembrare e non essere, fuor di dubbio, credo poco ci sia qualcosa nella visione casuale che si offre di sè stessi, volenti o nolenti. E no, non mi consola.
Mostrare un’immagine. Spogliarsi nel proprio essere identità nulle o pensanti. Nascondersi nell’atto di mostrarsi, sovrapponendo la percezione di sè all’essere autentico. Nel bene o nel male. Coprire e sovrapporre. Non c’è posto per nessuna purezza.

Chiacchiere tra adulti

Tag

,

Mi è capitato tra le mani un simpatico libricino scritto da uno degli addetti all’help desk di un seCSi shop. Costui ha raccolto tutte le più divertenti conversazioni con i clienti e le ha pubblicate. Alcune sono così idioticamente simpatiche che non posso fare a meno di citarle:

“Il Viagra da solo non basta”
V-  Viagra?
HD-Non ne vendiamo.
V-  Figurati se ci credo.
HD-Lo trova in farmacia.
V-  Sì, grazie, lo sapevo. Quanto costa?
HD-Non ho idea.
V-  Quante pillole mi posso prendere?
HD-Quelle che le prescrive il medico.
V-  Senti bene, io ho comprato da voi trenta o quaranta film, controlla, ti dò il cognome.
HD-Ah, sì, salve sig. […]
V-  Adesso te lo chiedo nuovamente, Viagra?
HD- Non ne vendiamo.
V-   CAZZO CI FACCIO CON QUARANTA FILM SE NON RIESCO A TIRARMI UNA SEGA?

“Fàmose Male”
V-   Cercavo uno sculacciatore.
HD-In questa sezione […] lo trova.
V-   Lascia i segni?
HD-Sì.
V-  I segni dopo quanto spariscono?
HD-Dipende da molti fattori.
V-   Tipo?
HD-Prima di comprare uno sculacciatore, dovrebbe comprare o affittare un libro o un film di quel genere, per capire come si usa.
V-   Cazzo ci vuole? Pim pum pam e arrivederci.

“Erre, Erre”
V-  Vi fanno vestire con vestitini sexy?
HD-Sì
V-   Posso venire a guardare?
HD-No.
V-   M o F?
HD-R.
V-  Ricchione?

“L’ordine fuggitivo”
V-   Buongiorno, cortesemente è possibile sapere quando mi arriva l’ordine? Grazie.
HD-E’ evaso.
V-   Cosa?
HD-E’ nelle mani del corriere, le arriverà oggi o domani.
V-   Pensavo che era scappato, ah ah.

“Botta e risposta”
HD-Benvenuto nel nostro negozio, in cosa posso esserle utile?
V-   Trovami una da scopare invece di fare lo stronzo in chat!